Boris

Formatisi a Tokyo nel 1992, i Boris riunirono Atsuo, Takeshi e Wata, inizialmente in un registro segnato da sludge metal e hardcore rallentato, prima di ampliare rapidamente il proprio orizzonte verso drone, noise rock, stoner rock, post‑rock, psichedelia e brani più ambient. Rimasto trio dopo la partenza del batterista Nagata nel 1996, il gruppo ha sviluppato una discografia abbondante e in continua evoluzione, fondata sulla ripetizione, sui contrasti di volume e sui cambi di formato da un disco all'altro. Dai primi punti di riferimento come Absolutego (1996), Amplifier Worship (1998) e Flood (2000) fino a Pink (2005), Dear (2017), NO (2020), W (2022) e Heavy Rocks (2022), i Boris alternano lunghe derive ipnotiche, rock diretto, rumore e passaggi più melodici. Questa circolazione tra forme estreme e canzoni più dirette si ritrova anche nelle collaborazioni con Keiji Haino, Merzbow, Sunn O))) e Michio Kurihara. Presenti dagli anni 2000 nelle scene indipendenti giapponese, europea e nordamericana, i Boris hanno anche aperto per i Nine Inch Nails nel 2008, proseguendo sul palco un approccio molto libero alla composizione.

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