Tiken Jah Fakoly

Nato a Odienné, nel nord-ovest della Costa d’Avorio, Tiken Jah Fakoly sviluppa dalla fine degli anni 80 un reggae cantato in francese, dioula e inglese, alimentato da roots giamaicani, ritmi dell’Africa occidentale e un lavoro di scrittura centrato sulle questioni politiche, sociali e storiche. Dopo aver fondato il gruppo Djelys nel 1987, Fakoly si impone inizialmente in Africa Occidentale prima di allargare il suo percorso in Europa a partire dalla fine degli anni 90. La sua discografia accompagna questa progressione con Mangercratie (1996), Cours d’histoire (1999), Le Caméléon (2000), poi Françafrique (2002) e Coup de gueule (2004), due album che stabiliscono in modo duraturo il suo nome sulle scene reggae e world music francofone. Esiliato in Mali all'inizio degli anni 2000 a seguito di minacce legate alle sue posizioni, Fakoly prosegue il suo percorso tra Bamako, Abidjan, Parigi e numerosi festival internazionali. L’Africain (2007), African Revolution (2010), Dernier Appel (2014), Racines (2015), Le monde est chaud (2019), Braquage de pouvoir (2022) e Acoustic (2024) mostrano una continuità sia nel contenuto sia nella forma, tra reggae militante, rivisitazioni di classici e aperture a collaborazioni con U-Roy, Ken Boothe, Soprano, Bernard Lavilliers o Amadou et Mariam.

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