Jan Akkerman

Nato ad Amsterdam nel 1946, Jan Akkerman ha immediatamente spiccato sulla scena olandese negli anni Sessanta con Johnny and his Cellar Rockers, The Hunters e poi Brainbox, prima di co-fondare Focus con Thijs van Leer verso la fine del decennio. Il suo percorso si colloca all’incrocio tra rock progressivo, blues rock, jazz rock e un gusto duraturo per le forme classiche, alimentato in particolare dal suo interesse per la liuto e la musica rinascimentale. Con Focus, Akkerman ha contribuito all’ascesa di un suono che fonde virtuosità elettrica, strutture derivate dalla classica e l’energia del rock, documentato tra gli altri su Focus II (1971), Focus 3 (1972) e Hamburger Concerto (1974). In parallelo e dopo l’uscita dal gruppo, Jan Akkerman ha sviluppato una carriera solistica caratterizzata da formati più aperti, tra pezzi acustici, fusion, blues e jazz, in album come Profile (1972), Tabernakel (1973), Eli con Kaz Lux (1976), Aranjuez con Claus Ogerman (1978), poi Puccini’s Café (1993), Blues Hearts (1994), Passion (1999), Minor Details (2011) e Close Beauty (2019). Nel corso dei decenni alterna progetti personali, collaborazioni e concerti con il proprio nome, con uno stile di esecuzione preciso e mobile che passa dal riff rock all’improvvisazione senza tradire le sue radici melodiche.

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