Sama’ Abdulhadi
Nata in Giordania nel 1990 in una famiglia palestinese sfollata, Sama’ Abdulhadi cresce a Ramallah dopo il ritorno dei suoi in Palestina all’inizio degli anni ’90. Il suo percorso la porta prima a Beirut, dove studia sound design, e poi al Cairo, dove lavora come ingegnere del suono prima di iniziare a mixare in vari Paesi del Medio Oriente. Sama’ Abdulhadi si colloca nell’ambito della techno, con uno stile caratterizzato da set tesi, percussivi e diretti, pensati sia per i club che per i festival. La sua visibilità internazionale cresce nel 2018 con un set filmato a Ramallah per Boiler Room, che mette sotto i riflettori la scena elettronica palestinese. Nello stesso anno lancia Union Collective, una piattaforma volta a sostenere e far circolare gli artisti locali. Il suo percorso è segnato anche dal caso di Nabi Musa nel 2020, quando una performance autorizzata in quel sito palestinese viene interrotta e seguita da un arresto, episodio che la pone al centro del dibattito sulla musica elettronica e lo spazio pubblico in Palestina. Da allora Sama’ Abdulhadi porta avanti la sua attività tra palchi del Medio Oriente e dell’Europa, con, tra l’altro, una residency al Phonox di Londra nel 2023 e il lancio della piattaforma Resilience a Beirut nello stesso anno.
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