Sylvain Rifflet

Nato a Parigi nel 1976, Sylvain Rifflet ha sviluppato dagli inizi degli anni 2000 un percorso collocato all'incrocio tra il jazz contemporaneo, le musiche ripetitive e la scrittura per l'immagine. Sassofonista, clarinettista e flautista, formatosi tra l'altro al Conservatoire national supérieur de musique et de danse de Paris, Rifflet si è fatto notare inizialmente con Rockingchair, quintetto da lui cofondato con la trombettista Airelle Besson, i cui album Rockingchair (2007) e 1:1 (2010) hanno già stabilito un linguaggio molto strutturato. Successivamente Rifflet ha definito un'estetica in cui pulsazione, loop, motivi e lavoro sul timbro occupano una posizione centrale, in particolare in Alphabet (2012) e Mechanics (2016), registrato con Jocelyn Mienniel, Philippe Gordiani e Benjamin Flament. Il suo percorso comprende anche progetti di rilettura e composizione, intorno a Moondog con Jon Irabagon in Perpetual Motion (2014), a Stan Getz con Refocus (2017), poi con Verneri Pohjola in Troubadours (2019) e Aux Anges (2022). Presente su palchi come Banlieues Bleues, Jazz à la Villette, Jazz sous les pommiers o Jazz in Marciac, Sylvain Rifflet compone anche per il cinema e il documentario, estendendo in questo ambito un lavoro di scrittura preciso, melodico e aperto all'improvvisazione.

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