Terence Blanchard

Proveniente dalla scena jazz di New Orleans, il trombettista, compositore e direttore d’orchestra Terence Blanchard si impose all’inizio degli anni Ottanta entrando prima nell’orchestra di Lionel Hampton e poi negli Jazz Messengers di Art Blakey, dove succede a Wynton Marsalis e contribuisce al rinnovamento post-bop del gruppo. Parallelamente forma un duo significativo con il sassofonista Donald Harrison prima di avviare la carriera da leader verso gli anni Novanta con album come "Terence Blanchard" (1991) e "Simply Stated" (1992), in un registro di jazz moderno che fonde lirismo melodico, eredità hard bop e influenze di musica da camera. Stabilitosi sulla scena internazionale, sviluppa un lavoro costante per il cinema e una collaborazione continuativa con Spike Lee, firmando le musiche di film quali "Malcolm X" (1992), "25th Hour" (2002) e "BlacKkKlansman" (2018), nelle quali la scrittura combina jazz, colori orchestrali e motivi ispirati al gospel e al blues. A partire da "A Tale of God’s Will (A Requiem for Katrina)" (2007) inscrive in modo più esplicito la sua produzione nel contesto sociale e nella storia di New Orleans, percorso che prosegue con il gruppo elettrico E-Collective in "Breathless" (2015), "Live" (2018) e "Absence" (2021, con il Turtle Island Quartet), tra jazz contemporaneo, groove elettrico e texture tratte dal rock e dal R&B. Parallelamente compone le opere "Champion" (2013) e "Fire Shut Up in My Bones" (2019) e insegna composizione e jazz in varie istituzioni, dichiarando un’attività condivisa tra palco, studio, musica per immagini e creazione lirica.

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