Autechre

Il duo inglese Autechre, formatosi a Rochdale nella regione di Manchester, è composto da Sean Booth e Rob Brown. Entrambi erano attivi già alla fine degli anni Ottanta nelle scene locali electro e hip‑hop prima di entrare, all’inizio degli anni Novanta, nel roster della Warp Records. Collocabile nella branca sperimentale della techno e dell’electronica — spesso associata all’IDM — il progetto si impose con Incunabula (1993) e Amber (1994), che fondono texture ambient, motivi ritmici ripetitivi e melodie frammentarie. Con Tri Repetae (1995) e Chiastic Slide (1997) la scrittura si fece più densa, orientata verso strutture più meccaniche e sonorità industriali, aprendo una svolta verso un approccio sempre più astratto. LP5 (1998) e Confield (2001) proseguirono questa evoluzione con brani fortemente destrutturati, segnati da ritmi instabili e da un lavoro approfondito sulla micro‑variazione; Draft 7.30 (2003) e Untilted (2005) esplorarono assemblaggi ancora più angolari. A partire da Quaristice (2008) la discografia si è aperta a formati lunghi e modulari, seguiti da Oversteps (2010) ed Exai (2013), e poi dalle estese serie elseq 1–5 (2016) e NTS Sessions 1–4 (2018), che privilegiano una scrittura quasi continua. Gli album SIGN e PLUS, usciti nel 2020, hanno riconcentrato questa ricerca in forme più contenute, oscillando tra strati armonici e sequenze percussive complesse; dal vivo il duo predilige performance immersive, spesso eseguite nel buio, lasciando l’esperienza principalmente al suono. Parallelamente i due musicisti partecipano al collettivo Gescom e realizzano numerosi remix, inserendo il loro lavoro in una fitta rete di artisti della scena elettronica sperimentale britannica.

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