Morat
Formatisi a Bogotá, in Colombia, Morat riunisce sin dai primi anni 2010 Juan Pablo Isaza, Simón Vargas, Juan Pablo Villamil e, dopo la partenza di Alejandro Posada nel 2016, Martín Vargas, in un formato di quartetto incentrato su corde acustiche e armonie vocali. Inserito in una vena di pop latino e folk-pop, il gruppo sviluppa brani a struttura classica, sorretti da arrangiamenti melodici semplici in cui chitarre, basso e banjo sostengono testi romantici e narrativi. La carriera dei Morat ha assunto una nuova dimensione a metà degli anni 2010 con la collaborazione Mi nuevo vicio insieme a Paulina Rubio, che ha aperto al gruppo le scene spagnole e latinoamericane. Morat ha poi proseguito con tournée e numerosi duetti con artisti del pop ispanofono come Álvaro Soler, Aitana o Sebastián Yatra, consolidando nel contempo il proprio repertorio con album in studio come Sobre el amor y sus efectos secundarios (2016), Balas perdidas (2018), A dónde vamos? (2021) e Si ayer fuera hoy (2022). Tra ballate lente e brani più ritmati pensati per il live, Morat si consolida quindi in un registro in cui la canzone pop in spagnolo resta in primo piano, con particolare attenzione ai ritornelli corali e a un’estetica accessibile, vicina al pop radiofonico e ai grandi palchi generalisti.