Mikhail Glinka

Nato nel 1804 a Novospasskoe, nel governatorato di Smolensk dell’Impero russo, Mikhail Glinka sviluppò, tra San Pietroburgo e i suoi viaggi in Europa, un linguaggio compositivo che collega l’opera, la romanza, la musica sinfonica e la musica da camera. Formatosi molto presto al pianoforte e al violino e poi segnato da soggiorni a Milano, Berlino, Parigi e in Spagna, Glinka assimilò il belcanto italiano, la pratica contrappuntistica tedesca e diverse tradizioni popolari, che rielaborò in uno stile personale fondato sulla chiarezza melodica, sul colore orchestrale e sull’uso di temi russi. La sua vicenda artistica segna una svolta con le opere Una vita per lo zar (1836) e Ruslan e Liudmila (1842), due partiture centrali nella storia dell’opera russa del XIX secolo. Glinka compose anche pagine orchestrali come la jota aragonese (1845), Kamarinskaja (1848), Ricordo di una notte d’estate a Madrid (1851) e la Valse‑fantaisie, oltre a un rilevante catalogo di romanze, tra cui Ricordo quel momento meraviglioso (1840). Vicino agli ambienti letterari del suo tempo e in rapporto con Puškin e Žukovskij, Glinka morì a Berlino nel 1857, dopo aver lasciato un segno duraturo nella vita musicale russa.

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