Omar Souleyman
Nato nel governatorato di Al-Hasakah, nel nord‑est della Siria, Omar Souleyman ha iniziato la sua carriera a metà degli anni Novanta come cantante di matrimoni, sviluppando un repertorio radicato nella dabke e nelle musiche festive locali. Le sue esibizioni sono state inizialmente registrate su cassette per un circuito regionale; il label statunitense Sublime Frequencies ha poi raccolto queste registrazioni in diverse compilation, tra cui Highway to Hassake (2007), Dabke 2020 (2009) e Jazeera Nights (2010), contribuendo a far conoscere il suo nome al di fuori della Siria. Stabilitosi in Turchia dopo lo scoppio del conflitto siriano, ha intensificato l’attività internazionale esibendosi in festival e club legati alla musica elettronica e sperimentale. Gli album Wenu Wenu (2013), prodotto da Kieran Hebden alias Four Tet, Bahdeni Nami (2015), To Syria, with Love (2017) e Shlon (2019) hanno proseguito questa transizione da un contesto festoso locale a un pubblico globale. Lo stile di Omar Souleyman si fonda su una voce diretta e ripetitiva, sorretta da ritmi veloci e linee di tastiera molto melodiche, che mescolano dabke, pop mediorientale ed un’energia affine ad alcune correnti elettroniche; in scena si esibisce spesso in duo con il tastierista Rizan Sa’id e ha collaborato con artisti come Björk e Modeselektor.
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