Martin Simpson

Nato a Scunthorpe, in Lincolnshire, Martin Simpson si è imposto nel corso dei decenni come una voce singolare del folk britannico, all incrocio tra tradizioni inglesi, irlandesi e nordamericane. Chitarrista, banjoista e cantautore, dagli anni Settanta ha sviluppato uno stile acustico preciso, spesso fingerpicking, con un approccio che fonde ballate tradizionali, blues rurale, melodie strumentali e composizioni personali. Martin Simpson debutta da solo con Golden Vanity nel 1976, dopo aver frequentato i club di folk inglesi, poi lavora con l Albion Band e con June Tabor, con cui registra in particolare A Cut Above nel 1980. Stabilito negli Stati Uniti dalla fine degli anni Ottanta, prima nell’Indiana poi a Ithaca nello Stato di New York, amplia ulteriormente il proprio repertorio e le collaborazioni, in particolare con Wu Man in Music for the Motherless Child nel 1996, poi con David Hidalgo e Viji Krishnan. La sua discografia da solista comprende The Bramble Briar (2001), Righteousness and Humidity (2003), Prodigal Son (2007), True Stories (2009), Vagrant Stanzas (2013), Trails & Tribulations (2017), Rooted (2019) e Home Recordings (2020). Martin Simpson ha inoltre inciso Murmurs nel 2015 insieme ad Andy Cutting e Nancy Kerr, poi A Selection of Ever Popular Favourites con Dom Flemons nel 2016, proseguendo un percorso in cui il folk inglese dialoga costantemente con il blues, l Americana e le forme narrative acustiche.

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