Art Pepper
Nato a Gardena, in California, nel 1925, Art Pepper si impose fin dall'immediato dopoguerra come uno dei altisti più significativi della scena jazz di Los Angeles, in un registro spesso associato al West Coast jazz e al cool jazz, ma attraversato da una tensione più vivace di quanto non lascino intuire queste etichette. Formato inizialmente al clarinetto prima di passare al sassofono alto, Pepper suonò molto giovane con Benny Carter e in seguito nell’orchestra di Stan Kenton, contesto essenziale della sua ascesa negli anni ’40. Nel corso degli anni Cinquanta, il suo modo di suonare si distingue per una fraseggiatura morbida, una marcata chiarezza melodica e un senso di improvvisazione che collecca lirismo, swing e vocabolario bebop. Questo periodo comprende numerose registrazioni divenute punti di riferimento della sua discografia, tra cui Art Pepper Meets the Rhythm Section (1957), Art Pepper + Eleven (1959), Gettin’ Together (1960) e Smack Up (1960). La sua carriera fu interrotta più volte da soggiorni in prigione legati al suo consumo di eroina, prima di un ritorno duraturo sui contorni della metà degli anni ’70. Pepper registrò quindi in modo prolifico, soprattutto per Galaxy, e sviluppò uno stile più aspro, più diretto, udibile in Living Legend (1975), The Trip (1976), Straight Life (1979) o Winter Moon (1981). Anche passando dalle formazioni di Buddy Rich, Pepper rimase legato fino alla sua morte a Los Angeles nel 1982 alla storia del jazz californiano, dove si incrociano big band, formazioni ridotte e club.
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