Long Distance Calling
Formatisi a Münster, in Germania, nel 2006, i Long Distance Calling sviluppano un post-rock strumentale che incrocia post-metal, rock progressivo e tessiture ambient. I brani sono spesso costruiti sulla ripetizione, sull’accumulo di tensione e sul contrasto tra chitarre pulite e passaggi più massicci. Il quartetto si è fatto notare inizialmente con la demo Dmnstrtn nel 2006, per poi proseguire con Satellite Bay (2007), Avoid the Light (2009) e l’omonimo Long Distance Calling (2011) — tre dischi che hanno stabilito una scrittura estesa, cinematografica e in gran parte priva di voce. La band ha talvolta aperto la propria musica a voci ospiti, in particolare Peter Dolving, Jonas Renkse e John Bush, e ha inserito più parti cantate in The Flood Inside (2013) e Trips (2016), con l’ingresso di Martin Fischer e la collaborazione del cantante norvegese Petter Carlsen. Il gruppo è poi tornato a una formula interamente strumentale con Boundless (2018), proseguendo con How Do We Want to Live? (2020) ed Eraser (2022). Negli anni Long Distance Calling ha suonato in tour con 65daysofstatic, Opeth, Katatonia e Anathema e si è esibito sia in club sia in festival come Rock am Ring, Wacken, Summer Breeze e Euroblast.
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