Leftfield
Nato a Londra nel 1989 attorno al duo formato da Neil Barnes e Paul Daley, Leftfield si è imposto nella scena elettronica britannica con un suono che mescola house progressiva, dub, breakbeat, techno e accenti reggae, in una scrittura sia da club che attenta ai dettagli. Dopo i primi singoli Not Forgotten (1990) e More Than I Know (1991), Leftfield affinò un’identità basata sulla tensione ritmica, suoni di basso profondi e l’uso regolare di voci ospiti, come John Lydon su Open Up, Toni Halliday su Original o Earl Sixteen su Release the Pressure. Il primo album, Leftism (1995), seguito da Rhythm and Stealth (1999), consolidò questo approccio ibrido tra cultura soundsystem, formati dance e ascolto domestico, con brani come Afro-Left, Afrika Shox o Dusted. Il gruppo si distinse anche per l’attività di remix per altri artisti all’inizio degli anni 90, da David Bowie a Inner City. Separatisi nel 2002, i Leftfield ripresero la strada dal 2010 sotto la guida di Neil Barnes, senza Paul Daley, con una formazione dal vivo ampliata. Questo nuovo periodo diede luogo agli album Alternative Light Source nel 2015 e This Is What We Do nel 2022, che prolungano l’estetica del progetto tra textures cupe, pulsazioni dense e incroci tra dub, house e musica elettronica britannica.