Herman van Veen
Nato a Utrecht nel 1945, Herman van Veen, dagli anni '60 in poi, ha sviluppato un'opera all'incrocio tra canzone, cabaret, teatro musicale e racconto scenico. Formatosi al conservatorio di Utrecht in violino, canto e pedagogia musicale, costruisce molto presto un linguaggio personale in cui si fondono canzone d'autore, pop orchestrato, influenze folk e la tradizione del chansonnier olandese, con una particolare attenzione alla parola, al gioco e alla messa in scena. Herman van Veen inizia la sua carriera in un duo creativo con il pianista Erik van der Wurff, incontrato durante gli studi, prima di fondare la struttura Harlekijn nel 1968. Presente nei Paesi Bassi, in Germania, in Francia e in diversi altri paesi europei, registra in diverse lingue e adatta una parte del suo repertorio al pubblico di lingua tedesca già a partire dagli anni '70, soprattutto con l'album Ich hab’ ein zärtliches Gefühl del 1973. Tra i riferimenti della sua discografia figurano Signalen (1984), Blauwe plekken (1989), Andere namen (2002), Vaders (2005), Kersvers (2014), Vallen of springen (2016) e Dat kun je wel zien dat is hij (2021). Parallelamente ai suoi concerti, Herman van Veen lavora per la televisione, scrive libri e crea l’universo di Alfred J. Kwak, contribuendo ad ampliare ulteriormente la sua presenza nella cultura neerlandese e di lingua tedesca.