Alfredo Rodriguez

Nato a L’Avana nel 1936 e scomparso a Parigi nel 2005, Alfredo Rodríguez ha sviluppato un percorso tra Cuba, New York, Miami e la Francia, all'incrocio del jazz latino e delle musiche cubane. Pianista e direttore d'orchestra, Rodríguez si inquadra in un'estetica afro-cubana alimentata dal suo cubanismo, descarga, bolero e danzón, con un modo di suonare marcato dalle tradizioni pianistiche di Peruchín e Lilí Martínez, ma anche da una sensibilità più armonica ereditata dal repertorio classico. Sistematosi a New York all'inizio degli anni '60, suonò con molte formazioni latine, in particolare Conjunto Sensación, Joe Cuba, José Fajardo, Charanga 76, per poi accompagnare o registrare con artisti come Carlos "Patato" Valdés, Tito Puente, Celia Cruz o Justo Betancourt. A partire dal 1983, il suo insediarsi a Parigi inaugurò una nuova fase, più centrata sui progetti personali. Alfredo Rodríguez pubblicò allora Sonido sólido nel 1983, Monsieur oh la la nel 1985, Cuba-New York-Paris nel 1991 e Para Yoya nel 1993, seguito da Cuba linda nel 1997 e Cuban Jazz nel 2002. Si trova anche nell'avventura Cubanismo di Jesús Alemany e nel progetto panafricano Africando. Fino alla fine della sua vita, Alfredo Rodríguez mantenne un approccio molto ritmico al piano, dens o ma leggibile, dove l'improvvisazione resta legata alle forme e alle pulsazioni della musica cubana.

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