Carl Stone

Nato a Los Angeles nel 1953, Carl Stone ha sviluppato sin dai primi anni Settanta un corpus di opere situato tra musica elettroacustica, collage sonoro e minimalismo, con un lavoro incentrato sulla trasformazione progressiva di materiali registrati, che provengano dalla voce, da musiche preesistenti o da suoni quotidiani. Formatosi al California Institute of the Arts sotto la guida di Morton Subotnick e James Tenney, Stone inizia con esperienze di gruppo nella regione di Los Angeles prima di dedicarsi quasi interamente alla musica elettronica. Le sue opere, spesso costruite su loop, frammentazioni e slittamenti molto lenti, hanno circolato sia nelle scene sperimentali nordamericane sia in Europa e in Asia, mantenendo un legame duraturo con il Giappone, dove è stato ospite ripetutamente. Questo percorso si riflette in album come Woo Lae Oak (1981, pubblicato nel 1983), Kamiya Bar (1995), Four Pieces (1989), Exusiai (1998, pubblicato nel 1999), Al Noor (2007), Himalaya (2017) o Stolen Car (2020). Carl Stone ha inoltre collaborato con Otomo Yoshihide, Min Xiao-Fen, Haco, Miki Yui o Tetsu Inoue, mentre ha scritto per danza, video, ensemble acustici e contesti radiophoni.

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