Peter Hammill
Nato a Ealing, nella parte occidentale di Londra, e formatosi in parte a Manchester, dove alla fine degli anni Sessanta avvia Van der Graaf Generator, Peter Hammill sviluppa parallelamente una carriera solista che accompagna tutta la storia del gruppo. La sua scrittura si colloca inizialmente nel rock progressivo e nell’art rock, con grande attenzione alla tensione vocale, ai cambi di dinamica e ad arrangiamenti che vanno dal pianoforte o dalla chitarra in solo a forme più elettriche e sperimentali. Hammill pubblica il suo primo vero album solista, Fool’s Mate, nel 1971, seguito da dischi significativi come Chameleon in the Shadow of the Night (1973), The Silent Corner and the Empty Stage (1974), Nadir’s Big Chance (1975), Over (1977) e pH7 (1979), che mostrano un passaggio dal progressive a formati più compatti, a volte vicini alla new wave e a un rock nervoso che talvolta preannuncia il post-punk. Nel corso dei decenni alterna concerti da solista a formazioni variabili, tra cui i K Group all’inizio degli anni Ottanta, collabora con Robert Fripp, Gary Lucas e Isildurs Bane, compone l’opera The Fall of the House of Usher pubblicata nel 1991 e mantiene una discografia regolare fino a In Translation del 2021, restando al contempo attivo con i Van der Graaf Generator.