KMRU
Nato nel 1997 a Nairobi, Joseph Kamaru, noto come KMRU, sviluppa una musica posta tra ambient, elettronica sperimentale e composizioni create a partire da registrazioni sul campo. Nipote del musicista keniota Joseph Kamaru, KMRU emerge inizialmente in un contesto dell’Africa orientale per poi allargare il suo percorso con la partecipazione al festival Nyege Nyege nel 2018 e al CTM Festival di Berlino nel 2019. Il suo cammino si dispiega tra Nairobi e Berlino, dove ha studiato sound studies e arti sonore, mantenendo una presenza regolare su palchi dedicati alle forme sonore esplorative. KMRU pubblica Peel nel 2020, un album costruito su un dialogo serrato tra texture sintetiche e suoni registrati, seguito da Logue nel 2021, Epoch nel 2022, Dissolution Grip e Stupor nel 2023, Natur nel 2024 e Kin nel 2026. Disco dopo disco KMRU evolve una scrittura essenziale, fatta di droni, nappes diffuse, silenzi e micro‑variazioni, talvolta più astratta e talvolta più legata a paesaggi sonori. Sviluppa inoltre collaborazioni con Aho Ssan su Limen (2022), Abul Mogard su Drawing Water (2023) e Kevin Richard Martin su Disconnect (2024), e nel 2021 firma un remix in long format attorno a Seefeel per la Warp.