Chudahye Chagis
Intorno alla cantante sudcoreana Chu Dahye, Chudahye Chagis sviluppa dalla Corea del Sud una forma musicale che si colloca all’incrocio tra i repertori rituali coreani e la musica contemporanea. Il progetto si fonda sulla pratica di Chu Dahye come sorikkun, interprete proveniente dal canto tradizionale coreano, e attinge in particolare ai muga, canti sciamanici legati alle province di Pyeong’an, Jeju e Hwanghae. In quartetto con Simun alla chitarra, Kim Jae‑ho al basso e Kim Da‑vin alla batteria, Chudahye Chagis articola questi materiali antichi con strutture prese in prestito dal funk, dal reggae, dal jazz, dall’hip‑hop, dal rock e da una psichedelia fortemente ritmica. Il risultato si regge tanto sulla tensione della voce quanto su un gioco collettivo flessibile, in cui motivi ripetuti, pulsazioni da danza e cambi dinamici conservano un ruolo centrale. Chudahye Chagis si è fatto notare nella scena indipendente coreana per questo approccio trasversale tra tradizione orale e scrittura di gruppo, e il brano “Minjoongui norae” ha ottenuto il premio per la miglior canzone R&B/Soul ai Korean Music Awards 2021. Il nome Chudahye Chagis richiama inoltre un’idea di condivisione, in linea con una musica concepita come spazio collettivo piuttosto che come semplice fusione di stili.
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