Sami Beigi

Nato a Teheran nel 1982 con il nome Saman Eshaghbeigi, Sami Beigi cresce tra l’Iran e la Svezia, dove la sua famiglia si stabilisce quando è bambino, un percorso che illumina il suo rapporto con una pop persiana aperta al R&B e all’hip‑hop. Autore, compositore, interprete e produttore, inizia a scrivere presto, studia musica e si fa notare verso la fine degli anni 2000 all’interno dei Black Cats, gruppo pop iraniano che si unisce nel 2008 dopo aver lasciato la Svezia per gli Stati Uniti. Si sente sull’album Dimbology (2009), prima di lanciare la sua traiettoria solista all’inizio degli anni 2010. Installato poi a Dubai, Sami Beigi sviluppa un registro basato su melodie dirette, ritmi pop urbani, inflessioni R&B e una scrittura che prende in prestito anche dai codici del rap senza abbandonare il formato canzone. Titoli come In Eshgheh, Ey Joonam, Hamaahang e To Khoobi accompagnano questa fase, insieme a diverse collaborazioni con artisti della scena iraniana della diaspora, in particolare Erfan, Hichkas, Hossein Tohi o membri dei Zedbazi. La sua discografia comprende anche l’album Padshah (2018), che segna una nuova tappa in un percorso condotto tra canzone pop, produzione contemporanea e costante circolazione tra diverse scene persiane.

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