Samoe Bolshoe Prostoe Chislo
Formato a San Pietroburgo nel mezzo degli anni 2000 intorno a Kirill Ivanov con il duo elettronico Yelochnye Igrushki, Samoe Bolshoe Prostoe Chislo, spesso abbreviato SBPCh, si è evoluto dai suoi esordi tra elettronica, indie rock, ambient, hip-hop astratto e pop sperimentale. Il progetto è stato inizialmente notato da un spoken word in russo posato su texture vicine all’IDM, per poi espandere gradualmente la tavolozza con più canzoni, chitarre, ritmi organici e voci condivise. Dopo un primo album omonimo uscito nel 2007 e poi S.B.P.C.H. Orchestra nel 2008, il gruppo ha perfezionato un formato più collettivo su Flëshka nel 2011, Lesnoy orakul nel 2012 e Ya dumayu, dlya etogo ne pridumali slovo nel 2014. Nel corso degli anni Samoe Bolshoe Prostoe Chislo ha visto passare diversi musicisti, pur rimanendo spinto dallo scritto di Kirill Ivanov e da un approccio che fonde intimità del testo, melodie oblique e produzione in continuo mutamento. L’arrivo di Zhenya Borzykh nella formazione ha inaugurato una nuova fase più pop, udibile in My ne spali, my snilis nel 2018, seguito da Naverno, tochno nel 2019, prima degli album Vsyo ravno nel 2020, Nichego bolshe net nel 2022 e Zhivotnye pyut iz luzh nel 2024. Tra concerti del gruppo, formati scenici più aperti e collaborazioni occasionali con artisti della scena indipendente russa, Samoe Bolshoe Prostoe Chislo ha costruito un percorso singolare, all’incrocio tra canzone, sperimentazione elettronica e racconto parlato.